• Serena Specchi

Origini 2017 - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore - Fattoria Nannì

Origini 2017 - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore - Fattoria Nannì Roberto Cantori Qualche settimana fa, quando ancora eravamo una "Regione Gialla" (secondo la normativa Anti-Covid), dopo un pomeriggio in giro per le colline maceratesi arrivo in quel di Apiro (MC), località Arsicci. E' quasi buio ma davanti a me le vigne sono illuminate dalle fioche luci dei centri abitati intorno ed incorniciate dal Monte San Vicino, un gigante buono, il Monte Fuji delle Marche. Mi accoglie Roberto Cantori, patron di Fattoria Nannì. Lo avevo conosciuto lo scorso anno per una degustazione online organizzata da Decanter, dove un suo vino, il Verdicchio "Arsicci", era stato protagonista: finalmente ho visitato la sua "Fattoria" e cercherò ora di raccontarvi questa giovane realtà vinicola. Roberto acquista il podere del fu Gianni Piersigilli (da tutti conosciuto come Nannì ed al quale onore dedica il nome dell'azienda) dove sono presenti vigne di oltre 50 anni di età e dalle quali vengono vendemmiate le uve per il Verdicchio Origini, top di gamma, degustato per oggi. Subito Roberto impronta la costruzione di una nuova cantina, moderna, dotata di attrezzature all'avanguardia. Che insieme ad un duro e costante lavoro in vigna, lo portano sin da subito a regalarci un'espressione del Verdicchio molto identitaria. La vigna, condotta in biologico, copre 5 ettari (in collina a 450 metri slm) dei 19 totali della Fattoria, con una esposizione ottimale all'irradiazione solare, in una valle orizzontale al mare, dove il microclima è caratterizzato dalla commistione delle fresche brezze da monte e da quelle più dolci e calde dall'Adriatico. I terreni sono prevalentemente calcarei e garantiscono una buona acidità delle uve a piena maturazione. Il Verdicchio Origini 2017 degustato, proprio con Roberto, viene vinificato il giorno stesso della vendemmia delle uve migliori. Alla diraspo-pigiatura segue la fermentazione in acciaio con lieviti indigeni. L'affinamento continua in acciaio sulle fecce fini, prima della decantazione a freddo e dell'imbottigliamento. Arriva nel calice giallo paglierino con riflessi verdolini. Il naso è caratterizzato da sentori floreali, frutta a polpa bianca, leggeri agrumi e cenni tropicali. Naso verticale ed immediato, con sentori di erbette di campo e note iodate. Sorso fresco, asciutto e con note minerali che lo rendono di piacevole beva, vibrante, smitizzando la classica "pesantezza" del verdicchio. Comunque strutturato, ricco di frutto, ci regala un ammandorlato fine ed elegante. Chiude sapido e persistente, con una mai persa freschezza. Cheers!!!


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